Cerca nel blog

lunedì 7 marzo 2011

COSE DA MERITARE

Se tu fossi qui
non in un altro luogo
ma proprio qui

mi diresti che
un bambino di otto anni
ti ha indicato 
la Via della vita
e io
senza capire perchè
direi che sì,
che la Via è quella
solamente quella

E fino a che
i momenti potranno essere contati
farei in modo che 
ogni data di ogni 
giorno
mese 
anno
sia quella della tua esistenza

Tu disegneresti
sulla terra nera
una casa
questa casa 
che sta dentro un caminino
o nel collo di una giraffa
e io
direi che quella è la mia casa
proprio la mia

Sarei il professore bugiardo
di una Storia inventata
di una Storia che non esiste
di una Storia che giuro esisterà
e mi crederai
sorridendo mi crederai

Tu,
tu
tu ti arrabbieresti
e io
ti darei il mio cavallo blu
il mio piccolo cavallo blu
con due trombette 
al posto delle ali
che lo fanno volare 
appena le fai suonare
così tu torneresti a sorridere

E poi
poi 
da una sedia che dondola
tu mi regaleresti 
il tuo odore
e io,
impazzito,
convincerei
tutto il mondo
che no,
che 5+5 non fa 10,
ma che 5+5 fa semplicemente 5 

Se tu fossi qui
mi diresti di partire
di partire adesso
per il Giappone, magari
E partiremmo
di certo partiremmo


Se tu fossi qui
non in un altro luogo
ma proprio qui
io 
sarei pronto a dire
a tutto l'universo
con tutte le parole che ho
che tu sei qui

Davvero qui.


Alè

mercoledì 2 marzo 2011

IL FU plurale e dito e mano

"Carla,
non possiedo i mezzi né la lingua - per assaggiare, intendo - per entrare nel merito delle poesie .
Di più: nel momento stesso in cui sono state trasformate in segni grafici - e dunque per l'occhio - le ho perse.
Non è più roba mia.
Per me l'una vale l'altra; e l'una e l'altra non valgono nulla per me.
Ciò detto, posso solo provare a ricordare quello che forse, magari, potrebbe aver preso la mia mano in quei momenti.

- una grafomania congenita
- i sogni che si lasciano ricordare
- la mancanza di sonno
- la rabbia
- l'odio contro il Tempo
- i miei errori
- la bile che licenzia il cervello
- il cervello che licenzia la bile
- l'alc
ool
- io e me stesso
- io e gli altri
- la lettura di qualcosa scritto da qualcuno che è un po' più di me
- le pagine bianche - naturalmente
- il senso di colpa
- la santa incoerenza
- il sarcasmo e l'ironia che io chiamo
Prendere per il Culo
- l'occasionalità, le contingenze, l'improvviso
- la notte
- Roma e Tagliacozzo
- quello che non mi piace
- la mancanza
- la mia vita a META': sempre metà a me, metà a te
- il mio sentirmi più fortunato e tutto ciò che ne consegue.
- il voler tornare indietro e l' impossibilità a farlo
- il farsi cogliere alle spalle, impreparato
- l' amoreccetera
- la mancanza di buonsenso
- la voglia di dire che la Verità non esiste
- la voglia di dire che i fatti non esistono
- la voglia di dire che le certezze sono donne per sciocchi
- il pensiero che "
E' impossibile prevedere il comportamento che un sistema caotico avrà dopo un intervallo di tempo anche piuttosto breve. Infatti, per calcolare il comportamento futuro del sistema, anche se descritto da un'equazione molto semplice, è necessario inserire i valori delle condizioni iniziali. D'altra parte, nel caso di un sistema complesso non lineare, data la grande sensibilità del sistema agli agenti che lo sollecitano, un piccolo errore nella misura delle condizioni iniziali, oppure una modifica apparentemente irrilevante dei dati immessi (ed ovviamente anche il loro successivo arrotondamento durante il calcolo) cresce esponenzialmente con il tempo, producendo un radicale cambiamento dei risultati. Questo significa che i dati relativi alle condizioni iniziali dovrebbero essere misurati con un'accuratezza teoricamente infinita, e ciò é praticamente impossibile" e cioè il pensiero che magari la vita sia proprio questa.

Ecco.
E' una porcheria detto così. Ma ti giuro che è il meglio che ho.

Quelle che hai tra le mani sono poesie - chiamate così per approssimazione e per ristrettezza della lingua - scritte in mille momenti diversi,
in mille luoghi diversi, in mille condizioni diverse, durante mille notti diverse, con mille voglie diverse,  con mille pensieri diversi e da mille persone diverse. Una per ogni momento, luogo, condizione, notte, voglia, pensiero.
Scritte su fogli già scritti, su taccuini monocolore, su biglietti da visita, su vecchi libretti delle giustificazioni, su tovaglie e affini, sul muro della cucina, su fotografie, su calendari, su biglietti d'aereo, su uno specchio, su sacchetti per il vomito, sulla mia mano, sul Sinai,  sulla schiena di una donna.

Forse la cosa più utile che ti posso dare sono le prime parole che sono sulla prima pagina del primo (di tre) taccuino (quello rosso; poi c'è il nero e poi ancora quello con la Coda).
La prime parole che ho scritto senza che qualche maestra o professoressa o suora me l'avesse ordinato.
Riporto senza omissis né censure:
"Non voglio che sia letto.
Non voglio che sia apprezzato.
Non voglio che sia giudicato.
Non voglio che sia simpatico,
né bello,
né gradevole,
né nient'altro.
Voglio solo scrivere, ora.
Per la prima volta nella mia vita ho un oscuro e invincibile bisogno di scrivere:
bisogno che potrebbe durare una vita
o polverizzarsi tra cinque minuti.
Voglio scrivere."

Diciamo che non è andata esattamente così.
[La Santa Incoerenza.]
Avevo 19 anni.

Tutto questo per dire che ho iniziato a scrivere nello stesso modo in cui ho iniziato a fumare.
Non avevo mai toccato una sigaretta nella mia vita, nonostante le solite e continue offerte di amici e affini.
Non ne avevo mai sentito il benché minimo bisogno
Poi un bel giorno mi sono svegliato, sono andato dal tabaccaio senza sapere perché e ho comprato un pacchetto di Marlboro.
Oggi fumo più di quanto potrei.
Tant'è.

Questo è davvero tutto quello che posso.

Bene.

Ora possiamo parlare di cose serie.

A tra poco.

Alessio.


                                    "

Tratto da: corrispondenza tra una persona di nome Dottoressa Carla De Carli, editor del libretto dal titolo Il plurale di dito è mano e un'altra persona che sono io. 
Ma di quest'altra persona, davvero non ricordo il nome.

Mi ricordo solo che questo era il plurale. Questo, non altro.
E che ora non lo è più.


[Naturalmente la Dottoressa De Carli non ha nessuna responsabilità in questa faccenda.
E, essendo in due (1+1), se non è 1, sarà quell'altro, di 1.]

Alè

domenica 27 febbraio 2011

ALESSIO BUZZELLI

Questa sera
Questa sera proprio
Ho
Chiuso
Col
Mondo

Cioè
Anche con te.

E non Aspettavo altro.

Alè

martedì 22 febbraio 2011

PREFISSO UMANO 2

Mi spaventa
tutto quello 
che eccede l'umano
che è diverso dall'umano
che non è umano

E che è Disumano, pertanto

Sia
il Disumano per eccesso - il sovraumano (l'amore, per esempio)
Sia
il Disumano per difetto - il subumano (l'amore, per esempio)

Sarà perchè sono un uomo.
O perchè lo sono troppo.

Giusto.

Alè

PREFISSO UMANO

Mi spaventa
tutto quello 
che eccede l'umano
che è diverso dall'umano
che non è umano

E che è Disumano, pertanto

Sia
il Disumano per eccesso - il sovraumano (l'amore, per esempio)
Sia
il Disumano per difetto - il subumano (l'amore, per esempio)

Sarà perchè sono un uomo.
O perchè non lo sono abbastanza.

Alè

sabato 19 febbraio 2011

SI FA TRA IL PRANZO E LA CENA


Che
la Speranza è la prima a morire
e l'ultima a togliersi dalle palle.

Ecco quale è il problema.

Alè

sabato 12 febbraio 2011

I PASTORI TEDESCHI (e la mia cattiva coscienza)


I carichi sospesi
i carichi in sospeso
i capricci
i tentativi
sbagliare tempo
sbagliare luogo
sbagliare casa
l'attesa
non rinunciare mai
non rinunciare a niente
le finestre aperte
e quelle non chiuse
la pioggia
le parole che non ricordo
le parole che non ricordi
cambiare macchina
dimenticare un profumo
dimenticare chi è quel profumo
ricordare un profumo
le pretese
non essere dove vorrei
essere dove dovrei
le scarpe piccole
non capire perchè le fontanelle sono basse
la sobrietà
chi sale sul tetto per dirti non buttarti
chi muore
gli abbracci
non uscire
non camminare
le lampadine fulminate
crescere
gli aperitivi
non esserci
i libri
gli ospedali
il giusto
le chiacchierate
non sentire più le rane
l'anonimato
i postpostpostpostqualunquecosa
le chiacchierate
la coerenza 
le cene fredde
il cibo
iddiopadreonnipotente
iddiopadreimpotente
i sempre
i mai
la verità
gli eventi
rincontrarsi
la maturità
le mostre nei bar
i film brutti
i film belli
i film blu
ricordare quello che mi pare
non dimenticare quello che mi pare
la buona educazione
l'educazione in generale
il libero mercato
il mercato imprigionato
il mercato vintage
la parola vintage
il passante che passa 
il passante che parla per te meglio di te
i pavimenti sporchi
non rubare all'autogrill
dormire troppo
gli studenti
gli occhiali da vista
i dj
quelli che conoscono sempre un posto
o peggio un posticino
la speranza
un'auto grigia
parlare tramite qualcosa
i tedeschi
il tedesco
la Germania
i posti dove sarei dovuto essere
ma non lo sapevo
scrivere per me stesso
scrivere per gli altri
scrivere
tornare una volta sola
le tracce che non trovo
la tracce che non ci sono
le tracce che vorrei
chi ha paura di me
il caffè macchiato
essere dimenticato
tu

Ecco cosa mi fa arrabbiare



Pensierino a margine ovverosia dare un tono a un pensiero atono

"Ho dato  ai Tedeschi il libro più profondo che possediamo
il mio Zarathustra - oggi offro loro il più indipendente.
Come? dice la mia cattiva coscienza, come, vuoi gettare perle 
davanti ai Tedeschi! "  F. Nietzsche, La volontà di potenza

E chi vuole capisca

Alè

giovedì 10 febbraio 2011

SUOR GERMANIA (e nemmeno a te, ti aspetto) Ovverosia: 0 commenti

Io
non mi aspetto Niente
perchè
Niente mi ha mai aspettato.

No no.

Io non aspetto Niente.


Pensierino:
con o senza mi

Alè

domenica 6 febbraio 2011

Desìderi Desidèri

Sono 
quello che non sei
le parole 
che non hai mai detto
il profumo
che non hai mai dimenticato
l'abbraccio 
che non hai mai stretto

Sono
quello che non vuoi essere

Sono 
la Vita
della tua Vista

Sono 
quello che non sarai mai

Sono
quello che ti manca,
il tuo rimpianto

Sono 
il  Nulla
che desìdèri
io sia


Pensierino;

Desidèrii:
x) Realizzati ma non soddisfatti
    (sono pazzo, ma credo di non esserlo)

z) Soddisfatti ma non realizzati
    (non credo di essere pazzo e invece lo sono)

Stringendo:
Il tuo desiderio,
come sta?

E il mio?


Alè

martedì 1 febbraio 2011

E POI NON CI SEI

E 'l modo m'offende

E m' offenderà




PENSIERINO A MARGINE: ovvero quando non si sceglie

Se oggi
non è diverso 
da ieri

oggi 
è
ieri

E se oggi
è di domani 
lo ieri
Allora 
domani 
è 
sempre ieri.

Così
non c'eri
rispetta i suoi 
tempi
modi
coniugazioni
come a scuola 
Senza scelta


Da ieri
niente è cambiato.

E 'l modo ancor m'offende.

Eccome.


Alè
Licenza Creative Commons
Questo opera è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported.